Palermo e il mare
Dalla genesi al tradimento e ai primi semi di rigenerazione
testo di Antonietta Iolanda Lima
Nata come snodo commerciale nel VII secolo a.C., Palermo è un’insenatura naturale creata da due fiumi, il Kemonia e il Papireto. Punto di incontro tra il mare e una pianura alluvionale fertile e ricca d’acqua di circa 100 kmq, racchiusa tra i monti e il Mar Tirreno, la Conca d’Oro, veniva definita da Sciascia “stupendo anfiteatro di montagne che scende a picco sul porto formando la baia con il Pellegrino”, così chiamata per il colore dorato degli agrumeti (limoni, aranci, mandarini) che storicamente ricoprivano la valle, estesa tra la fine del porticciolo della Cala e l’inizio del bacino del Porto Vecchio. La città nasce dunque dal mare, dal quale, insieme al nome, assorbe l’umanità variegata delle sue coste e anche la straordinaria ricchezza e complessità che da esso si genera, dando luogo, nell’incontro-scambio di culture diverse, a feconde fertilizzazioni tra esseri umani e habitat.









































