Il modello Cagliari verso il 2030
Waterfront e competitività territoriale
testo di Andrea Casciu
Negli ultimi venticinque anni Cagliari ha attraversato un processo di trasformazione urbana che ha ridefinito il rapporto tra città e mare. Non è stata una semplice riqualificazione del fronte costiero, ma la costruzione di un sistema integrato in cui pianificazione urbanistica, riconfigurazione portuale, investimenti infrastrutturali e capitale privato hanno operato in modo coordinato. Fino alla fine degli anni ’90, le funzioni industriali e portuali occupavano ampie porzioni del waterfront, le infrastrutture viarie interrompevano la continuità tra spazi pubblici e naturali e mancava la visione del fronte mare come infrastruttura strategica della città. Pur affacciandosi su oltre quindici chilometri di costa, la città non disponeva di alcun lungomare urbano e non era ancora vista come destinazione turistica. L’avvio di interventi di rigenerazione urbana e la crescita della nautica e del turismo internazionale hanno costituito i presupposti per una trasformazione sistemica. Il waterfront è divenuto il luogo di convergenza tra sviluppo economico, qualità urbana e sostenibilità ambientale, facendo sì che il caso Cagliari rappresenti oggi un’esperienza di governance multilivello, esemplificativa di un nuovo equilibrio tra porto e città.









































