Galataport Istanbul

Un'infrastruttura ripensata come dispositivo reversibile e integrato nello spazio collettivo

BEA Architects

Istanbul è una città di soglie e attraversamenti: tra continenti e rotte, tra bacini marittimi e identità culturali. Dal nuovo waterfront lo sguardo verso la Penisola Storica non è semplice “panorama”, ma una scena urbana carica di potere e continuità, con uno skyline che obbliga ogni intervento a misurarsi con la storia. Proprio per questo la separazione fisica tra città e mare, prodotta da apparati portuali e barriere, era particolarmente critica: il Bosforo era visibile ma non praticabile. La scommessa progettuale diventa allora duplice: restituire permeabilità e accessibilità senza compromettere operatività e sicurezza di un porto crocieristico contemporaneo, rovesciando la logica dei terminal tradizionali che privilegiano la nave rispetto alla città. La scelta chiave è l’interramento del terminal: nessuna volumetria in elevazione a occupare il bordo acqua, ma una struttura ipogea su tre livelli, integrata dietro una nuova banchina ingegnerizzata. In superficie, il lungomare si configura come promenade continua, con spazi aperti, caff., luoghi di interesse culturale e una vista ininterrotta sul Bosforo.

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