GIU

DIC

2026

LE FORME DELL’ACQUA

Abbiamo incentrato il tema della rivista sul rapporto tra le strutture costruite dall’uomo e l’elemento acqua, inteso come confine geografico (oceani, mari, fiumi, laghi, lagune, specchi d’acqua), come ambito infrastrutturale (porti, marine, cantieri navali, acquedotti, potabilizzatori, serbatoi idrici), come luogo urbano (waterfront, stabilimenti balneari, parchi fluviali, piazze con fontane per abbattere le isole di calore), come manufatto architettonico (fari, ponti, palafitte, hotel, piscine, musei marini, case galleggianti). In questa dimensione complessa nasce la necessità di capire come la ricerca contemporanea, architettonica e infrastrutturale, stia modificando lo spazio di contatto tra manufatti e acqua, indagando le diverse declinazioni di questa relazione come occasioni di progetto e di contaminazione morfologica: strutture sopra, dentro, sotto, tra, al margine dell’acqua. Non a caso abbiamo riutilizzato il titolo dell’omonimo film di Guillermo del Toro, per evidenziare che spesso è la sostanza fluida a conferire la “forma” al luogo. Il confronto tra i valori duali di terra e acqua è alla base dell’architettura stessa (solido-liquido, stabile-instabile, fisso-in divenire, conformato-fluido, naturale-artificiale). Le ricerche attuali si spingono verso città galleggianti, parchi sull’acqua, architetture anfibie e resistenti alle alluvioni, case e fabbriche flottanti: esiste una nuova filosofia progettuale incentrata sull’acqua, in un neologismo “acquatectura”, che concilia obiettivi di crescita urbana, ecologia e resilienza.

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