L’attuale “emergenza casa” esige un impegno collettivo
saggio introduttivo
Alessandra Montenero
L’abitare è uno dei bisogni primari dell’individuo che “rientra fra i requisiti essenziali caratterizzanti la socialità cui si conforma lo Stato democratico voluto dalla Costituzione” e oggi sono ben evidenti i nuovi bisogni ai quali è necessario rispondere con adeguati interventi urbanistici e edilizi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la situazione economica, demografica, sociale ed urbanistica delle grandi aree urbane mostrava sia drammatiche carenze infrastrutturali e di servizi che un fortissimo bisogno di alloggi pubblici in sostituzione di precarie baracche o di altri alloggi “di fortuna”. Solo nel 1962 fu approvata la nota legge 167 che prevedeva l’esproprio di aree per l’attuazione di Piani di Edilizia Economica e Popolare (Peep). La legge non era accompagnata dai necessari finanziamenti pubblici e solo con la successiva legge 865 del 1971 fu possibile la realizzazione di rilevanti e numerosi interventi edilizi.

































