Abitare accessibile: la sfida politica che ridefinisce la città
saggio introduttivo
Andrea Tobia Zevi
La povertà abitativa non è più un problema che riguarda pochi, ne solo i poverissimi. La precarietà del lavoro, la crisi dei redditi e la trasformazione delle famiglie hanno reso l’abitare una questione che tocca tutti: studenti, giovani coppie, lavoratori autonomi, anziani soli, famiglie monoreddito. La casa è tornata al centro della vita pubblica, non solo come bisogno primario ma come indicatore di giustizia sociale. Come più volte ribadito nel corso All We Need Is Home, la prima conferenza internazionale sull’abitare promossa da Roma Capitale nell’aprile scorso la casa è “il primo luogo della cittadinanza”. E oggi questo concetto si è definito in una piattaforma politica delle città europee: la casa come infrastruttura sociale, al pari della mobilità, della scuola, dell’energia.

































