La storia dell’edilizia economica e popolare a Roma: una ricostruzione necessaria
saggio introduttivo
Carlo Odorisio
La storia dell’edilizia economica e popolare (Eep) nelle grandi città italiane, e in particolare a Roma, è ancora largamente sconosciuta, soprattutto alle nuove generazioni. I decenni successivi alla metà degli anni ’60 sono stati cruciali, ma complessi da ricostruire: leggi urbanistiche, tensioni sociali, scelte amministrative, ruoli degli operatori pubblici e privati si sono intrecciati profondamente. Qualsiasi analisi deve partire dalla Legge 167 del 1962, la prima a trattare organicamente l’edilizia economica e popolare dopo la legge urbanistica del 1942. Essa introdusse i Piani delle Zone a validità decennale, strumenti per individuare e urbanizzare aree da destinare a edilizia residenziale pubblica e privata, con possibilità di esproprio per pubblico interesse. Il Comune acquistava le aree, le urbanizzava e le assegnava poi a Iacp, cooperative o privati attraverso aste. Il Prg di Roma del 1962-65 anticipò molti contenuti della Legge Ponte del 1967, come gli standard urbanistici e le lottizzazioni convenzionate.

































