LA SARACENA A SANTA MARINELLA, ROMA

La casa-rifugio, una lezione moderna di Eleonora Carrano

Luigi Moretti

Commissionata nel 1955 dal giornalista Francesco Malgieri per la figlia Luciana Pignatelli d’Aragona Cortez, la Saracena è parte di un “trittico” con le limitrofe ville la Califfa e la Moresca (1967-1981). Il tema ricorrente nelle tre ville di Santa Marinella è quello della casa come rifugio, il cui obiettivo prioritario è realizzare uno spazio autonomo e avere il massimo isolamento dall’esterno. La villa, orientata in direzione nord-sud, segue la forma del lotto irregolare ed esteso in lunghezza, chiuso tra il fronte strada e l’affaccio diretto sul mare. Alla sinistra dell’ingresso principale è disposto il garage, dal quale si accede alla proprietà da un varco secondario. La casa è concepita e articolata come un lungo percorso proteso verso il mare, ideata come un “attraversamento” fluido e continuo a partire dalla soglia del lotto. Due assi longitudinali orientano in pianta le funzioni: un primo che dall’ingresso all’area termina nell’atrio e un secondo asse che dal vestibolo orienta la galleria in direzione della terrazza protesa sul mare. Si può riassumere la pianta come suddivisa in tre nuclei funzionali pensati indipendentemente, ma in comunicazione tra loro spazialmente. Il primo nucleo è sul fronte strada, costituito dal vestibolo che disimpegna le due zone notte. Il secondo nucleo è quello della galleria a rampa discendente con copertura piana e il terzo nucleo è composto dalle zone pranzo e soggiorno, in corrispondenza del quale l’altezza dello spazio interno raddoppia. Il sistema costruttivo adottato è a pilastri. Non si può parlare de la Saracena senza ricordare il restauro eseguito dall’architetto Paolo Verdeschi, che ha riportato la casa al suo stato originale. L’aspetto inedito del restauro riguarda il ritrovamento di inaspettate colorazioni rosa sotto gli strati di tinte delle superfici interne e esterne. Ritrovamento che scardina le certezze riguardo le rare concessioni fatte da Moretti al colore, limitatamente agli arredi che lui stesso aveva disegnato e curato per la Saracena.

In questo numero

Abbonati alla rivista

Desidero abbonarmi all’edizione cartacea

Sei già abbonato?

Accedi per sfogliare la rivista online