UNA CASA ALL’ISOLA D’ELBA

Abitare la natura

Gianni Pettena

Questo piccolo rudere era quasi completamente nascosto dai rovi tanto che lo scoprii per caso e per caso nel 1975 lo comprai. Coinvolto nell’avventura della ricostruzione, andavo spesso a controllare, e spesso “marcando” inconsapevolmente il territorio, proprio come un qualsiasi animale. Ho cercato, in questo luogo, di farmi spazio senza disturbare, e rallentare il ritmo, guardare, ascoltare, imparare dalla natura, mi ha permesso piano piano di fare posto anche a me, senza distruggere nulla. Si potrebbe parlare, più che di un’architettura minimale, di un’architettura vissuta, imparata, in cui il contesto comandava e insegnava. Come un diario che utilizza il linguaggio visivo, la casa si è continuamente modificata, mantiene la memoria delle origini e mi sembra ora aver assunto un aspetto più o meno definitivo. La casa, di pietra, di vetro e di legno, materiali quasi interamente ricavati dal contesto, è un concatenarsi di spazi aperti e pochi spazi chiusi, una co-costruzione tra uomo e natura, che lascia entrare la vegetazione: quasi un’utopia messa in pratica che ha acquistato anche una sua valenza architettonica quanto più le istanze ambientali hanno acquisito centralità. Nel corso degli anni si sono aggiunti contributi di amici come Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Nigel Coates, Lapo Binazzi, Ugo Marano che hanno contribuito a rendere questo luogo così particolare. Ettore Sottsass ha regalato a me e alla casa il suo ultimo lavoro, una parete e un caminetto; la parete accanto è disegnata da Alessandro Mendini con un suo mosaico al centro; due tavoli, uno all’interno e uno all’esterno, sono di Ugo Marano, che ha arricchito questi oggetti-mobili con mosaici e ceramiche. Andrea Branzi ha disegnato una banderuola sul tetto, Lapo Binazzi un attaccapanni, Nigel Coates un tavolo e Marco Pace un bagno. Più  che un progetto curato da me, io volevo aggiungere alla casa un ulteriore “sapore” attraverso l’intervento di amici, di compagni di strada che mostrassero di aver compreso il significato di abitare in quel luogo.

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