IL PNRR E LE INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE

saggio introduttivo

Michele Pizzarotti

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mette in campo, tra risorse europee e nazionali, 222 miliardi di euro, per recuperare, entro il 2026, le conseguenze economiche della crisi pandemica e rimuovere le debolezze che impediscono lo sviluppo del Paese, favorendo la transizione ecologica e digitale. Obiettivi non più rimandabili, resi ancora più evidenti e urgenti dalla crisi climatica in atto e dalle conseguenze economiche del conflitto bellico in Ucraina. Il Piano offre l’opportunità di intervenire sui problemi cronici del Paese e di aumentare il potenziale di sviluppo facendo leva sui tre assi strategici indicati dalla Commissione Europea: la digitalizzazione e innovazione, la transizione ecologica e l’inclusione sociale. In questo processo, le costruzioni sono chiamate a svolgere un ruolo di primo piano. Circa la metà dei fondi del PNRR (108 miliardi di euro) riguardano investimenti che coinvolgono il settore edile e buona parte delle riforme previste intercettano l’attività edilizia. In particolare, il settore è centrale per la transizione ecologica (circa l’80% delle risorse, che il Piano europeo destina a tale obiettivo, passa attraverso interventi edilizi). Rispetto a questo obiettivo, si segnalano i massicci investimenti previsti per favorire la mobilità sostenibile. Circa un quarto delle risorse per le costruzioni è allocato nella Missione 3, relativa alle “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, che intende dare un contributo importante alla realizzazione di un sistema infrastrutturale moderno, digitalizzato e sostenibile.

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