8 Novembre 2025

L’ampliamento della Fondation Maeght a Saint-Paul de Vence

dalla rubrica ARCHITETTURE MADE IN ITALY NEL MONDO

Tra novembre 2022 e maggio 2024, la Fondation Maeght ha intrapreso, per la prima volta nella sua storia, importanti lavori di ampliamento, nel pieno rispetto dell’edificio originario progettato da Josep Lluís Sert. Le quattro nuove sale sono state inaugurate a giugno 2024 in occasione del sessantesimo anniversario della Fondazione e segnano l’inizio di una nuova era per la Maeght. Ispirati dalle grandi fondazioni americane, i visionari Marguerite e Aimé Maeght – editori e galleristi di alcuni tra i più importanti artisti del XX secolo – immaginarono la prima fondazione dedicata all’arte moderna e contemporanea in Francia. Inaugurata nel 1964 da André Malraux, la sede fu progettata da Sert per e con gli artisti. In anticipo sui tempi, Sert integrava già considerazioni ecologiche (impluvi per la raccolta dell’acqua piovana, orientamento dell’edificio) e ricercava un dialogo armonioso con il paesaggio e le opere create appositamente da Georges Braque, Joan Miró, Pierre Tal Coat, Marc Chagall, Pol Bury, Diego Giacometti o Raoul Ubac. Oggi la Fondation Maeght, classificata come “Architettura notevole del XX secolo”, è uno dei gioielli del panorama culturale francese. Di condivisa rilevanza internazionale, rappresenta un faro dell’arte moderna ed ospita oltre 130.000 visitatori l’anno. Tuttavia, i suoi soli 850 metri quadri di superficie espositiva interna non consentivano di ospitare contemporaneamente una mostra temporanea e una parte significativa della collezione permanente, che conta oltre 13.000 opere. Già nel 1973 Aimé Maeght aveva percepito l’urgenza di ampliarne gli spazi. Il progetto di ampliamento, sviluppato dall’architetto Silvio d’Ascia, permette ora di soddisfare la curiosità dei visitatori, desiderosi di scoprire una delle collezioni d’arte moderna più importanti d’Europa (esposta a rotazione), e di migliorare la qualità della visita e dell’offerta culturale, proponendo all’interno conferenze, proiezioni, performance, giornate di studio e concerti. L’iniziativa consente anche di diversificare il modello economico della Fondazione, che opera con fondi propri. I nuovi 500 metri quadri dell’ampliamento, insieme agli 80 riconvertiti, permetteranno l’ideazione di mostre sempre più ambiziose, nello spirito originario delle avanguardie moderne e contemporanee. Il progetto rispetta l’architettura, la struttura e lo spirito originario di Sert e l’ampliamento degli spazi espositivi permette di garantire un eccelso programma culturale, di respiro internazionale. I nuovi spazi, al di sotto di quelli esistenti, con ampie superfici vetrate si aprono verso la valle sul retro dell’edificio. «L’ampliamento della Fondation Maeght è un progetto “invisibile”! Non bisognava aggiungere, ma piuttosto sottrarre», afferma Silvio d’Ascia. Si tratta di un intervento che, a prima vista, appare quasi invisibile e che si rivela progressivamente lungo il percorso del visitatore. Sono stati aggiunti due nuovi volumi principali e due gallerie, posizionati al di sotto di una parte della pavimentazione esistente della Fondazione.

A sinistra, uno dei due nuovi volumi ricavati al di sotto dei solai preesistenti che emerge dallo spessore basamentale in pietra. A destra foto di dettaglio dell’edificio preesistente

Questi spazi si inseriscono nello spessore del basamento in pietra dell’edificio esistente. Sotto la Cour Giacometti, cuore pulsante della Fondazione, la grande sala offre una superficie di 390 metri quadrati (13,5 metri di larghezza per 29 metri di lunghezza), priva di qualsiasi struttura visibile. Questo principio progettuale mira a garantire la massima flessibilità d’uso: mostre temporanee, esposizioni della collezione permanente, concerti, proiezioni o spettacoli di danza. Le due sale sono collegate da una galleria dedicata alla storia della Fondazione e del suo edificio, illustrata attraverso plastici, disegni costruttivi originali e altri materiali. Sotto la Cour Miró – restituita al suo stato originario di corte aperta – si trova una sala più piccola, di 66 metri quadrati (6,6 metri di larghezza per 10 metri di lunghezza). Le nuove sale espositive si aprono sulla pineta grazie a un’ampia vetrata, che consente alla luce naturale di penetrare negli ambienti sotterranei. Le inquadrature sul paesaggio circostante scandiscono l’esperienza del visitatore e lo invitano a proseguire lungo il percorso esterno del Labyrinthe Miró. L’ampliamento, visibile soltanto dopo lo “chemin de ronde”, rispetta pienamente l’architettura innovativa di Sert e propone una nuova “promenade”: dall’uscita della sala più piccola si attraversa la Cour Miró – il cui grande vetro artistico è stato restaurato per l’occasione grazie al sostegno degli Amici della Fondazione – fino ad arrivare alla Cour Giacometti. Il progetto segue la relazione tra arte e natura, tra pieni e vuoti, instaurando un dialogo armonioso tra edificio, opere e paesaggio. I materiali utilizzati rispettano e conservano il linguaggio architettonico di Sert, pur affermando con chiarezza l’identità propria dell’ampliamento: béton de site (calcestruzzo realizzato in sito con materiali locali) per i nuovi volumi, in continuità con il basamento in pietra; vetro per gli ampi vani finestrati; travertino per i rivestimenti dei pavimenti. Le pavimentazioni delle corti Giacometti e Miró sono state ricostruite fedelmente con mattonelle in terracotta tradizionale. Nell’ambito della riqualificazione energetica complessiva della Fondazione, tutte le carpenterie esterne e i vetri originali delle volte del chiostro sono stati sostituiti, passando da vetri semplici a doppi. Il progetto comprende anche un intervento per garantire l’accessibilità ai nuovi spazi grazie a due ascensori per persone a mobilità ridotta: uno collega l’attuale libreria situata al piano giardino con il piano interrato, mentre l’altro mette in comunicazione la galleria introduttiva con la grande sala, quest’ultima dedicata alla bibliografia e alla bibliofilia. I lavori sono stati anche l’occasione per la Fondazione di eliminare le aggiunte realizzate nel corso dei decenni, recuperando così l’aspetto originario dell’edificio. Il progetto di ampliamento riflette la volontà della Fondation Maeght di proiettarsi verso il futuro, rimanendo pienamente in linea con la propria storia e il proprio prestigio culturale.

I nuovi spazi espositivi in dialogo con il giardino del complesso attraverso la grande vetrata a tutta altezza

Questo articolo è pubblicato in l’industria delle costruzioni 497-La città che accoglie – giu/nov 2025

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