MAR

APR

2020

Housing e densità urbana

Ogni città che al momento si consideri o aspiri ad essere competitiva a scala internazionale non manca di interventi che individuano nella densificazione il loro obiettivo. Un fenomeno che sta investendo molte delle comunità nelle diverse aree geografiche del mondo con politiche di sviluppo urbano che, di fronte alla domanda pressante di nuove abitazioni, sembrano dettate più da logiche economiche e speculative che non da principi di sostenibilità ambientale e soprattutto sociale. Lo dimostrano da un lato la preferenza per un tipo di edificazione sviluppata in altezza, dall’altro la perdita di centralità dell’individuo con la propria sfera emozionale, ridotto a mero utente di un’offerta abitativa che sia nella versione lusso che in quella economica propone soluzioni standardizzate rispondenti a logiche di mercato che non lasciano molto margine né alle aspettative dell’abitante né alla ricerca del progettista. La selezione di progetti presentata in questo numero, rivolta a una produzione di alto livello architettonico, restituisce uno spaccato parziale ma significativo di questa tendenza in atto. Non bastano però gli exploit formali, seppure di grande interesse, dovuti ai progettisti, tutti di riconosciuta fama e capaci quindi di aggirare con abilità e inventiva i numerosi e stringenti vincoli causati dall’eccessiva concentrazione di persone e cose in un unico organismo, a convincere che questa sia la strada giusta da seguire. Sono diversi gli interrogativi e le questioni che si aprono a un più ampio e costruttivo dibattito sui temi dell’abitare e della densificazione urbana, che, oggi, considerati nel contesto dell’emergenza pandemia in corso, si arricchiscono di ulteriori e importanti motivi di riflessione. I tre saggi introduttivi, mettendo in discussione le attuali tendenze, si fanno promotori di strategie di trasformazione alternative, replicabili anche in contesti diversi da quello europeo a cui si riferiscono. La densità intesa come parametro qualitativo e non meramente quantitativo si può allora materializzare nell’isolato residenziale di misura conforme, elemento generatore di una nuova urbanità all’interno della città consolidata (L. Reale, p.13), così come densificare la città esistente non vuol dire necessariamente produrre incrementi di volume costruito. Si può, infatti, rispondere ai bisogni abitativi emergenti adottando approcci socialmente sostenibili che intervengono sul patrimonio esistente sottoutilizzato, riorganizzandolo e aumentando il numero dei suoi fruitori (M. Peverini, F. Rotondo, P. Savoldi, p. 24). Infine, opponendosi alle egemonie culturali e a qualsiasi tendenza all’omogenizzazione, il contro-progetto della Metropoli Orizzontale mette in crisi la “buona forma” della città, la sua supposta corretta densità o struttura spaziale (P. Viganò, p. 4).

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