31 March 2026

Renzogallo. Di varchi e di aperture

dalla rubrica SPAZIO/ARTE

Imporre un elemento nuovo in natura implica necessariamente un’azione che non può prescindere dalla volontà di creare un rapporto dialettico tra l’oggetto inserito e il sito su cui si inserisce. Operare sul paesaggio con una azione modificante contempla l’intenzione da parte dell’attore di produrre un gesto significante la cui funzione sia il mettere in relazione il sito “contaminato” esteticamente con un fruitore dell’azione compiuta. Abitare un nuovo spazio, non solo fisico. Un’azione che necessita una forte responsabilità negli intenti e necessariamente strettamente vincolata alla motivazione che l’ha generata. L’oggetto finale che ne deriva porterà con sé funzioni e riverberi emozionali di vario colore e toni di percezione che si sommeranno alla fascinazione che il territorio prescelto per l’intervento già provoca. Il mio lavoro cerca di costruire (artificialmente) sul costruito naturale, cercando di produrre una reazione emozionale in grado di scaturire da questa somma di stimoli, provenienti dall’incontro di un intervento artistico su quanto già esistente e già per sé significante. Una azione che, quando realizzata, sia in grado di mostrare un altro aspetto del sito in cui è avvenuta, stimolando percezioni e nuove fascinazioni finora nascoste che, attraverso lo sguardo, tocchino il profondo. Cerco di costruire una struttura emozionale in grado di evocare spazi oltre lo spazio fisico, aperture che spingano la mente verso un orizzonte altro, oltre l’orizzonte. Costruire un buco nel vuoto, una soglia da attraversare per abitare un altro spazio, oltre lo spazio fisico. Una soglia che contenga l’oltre non dimentica la memoria. In sintesi provo a costruire un’architettura dell’anima.

A sinistra "Elogio della lentezza." Cemento, peperino, ferro verniciato a polveri, vernice per materiali lapidei (cm 400x500x500), 2021 - Parco “Sculture in Campo”, Bassano in Teverina (VT). Foto G. Benni. A destra, "Malgrè tout". Ferro dipinto a polveri (cm 615x400x220), 2023, Salonicco, Grecia

Questo articolo è pubblicato in l’industria delle costruzioni 498 – Nuovi modi dell’abitare – dic/mag 2025

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