Negli ultimi decenni, Milano ha subito una
trasformazione urbana profonda, evolvendo da
un centro industriale a una città globale
caratterizzata da una forte finanziarizzazione del
mercato immobiliare e da un modello di sviluppo
che segue dinamiche di territorializzazione alfa.
Due studi recenti, quello di Anselmi e Vicari
(2020) e di Briata e Di Vita (2024), analizzano
questi processi, offrendo una visione dettagliata
delle strategie politiche ed economiche che
hanno ridefinito il tessuto urbano milanese.
Secondo Anselmi e Vicari, lo sviluppo di Milano
negli ultimi trent’anni può essere compreso
attraverso il concetto di “macchina della
crescita” (growth machine). L’area di Porta
Nuova, in particolare, rappresenta un caso
emblematico: dopo anni di tentativi falliti di
riqualificazione a causa di conflitti tra attori
politici e mancanza di investimenti, un nuovo
assetto istituzionale e una coalizione tra attori
finanziari e real estate hanno permesso la
realizzazione del progetto.
Il successo di Porta Nuova non è stato casuale,
ma il risultato di un mutamento nel sistema di
governance urbana. La crescente integrazione di
Milano nei flussi globali di capitale ha portato
all’adozione di strategie economiche mirate ad
attrarre investitori internazionali. Le modifiche
normative e la ristrutturazione del sistema
intergovernativo italiano hanno facilitato questo
processo, permettendo agli attori locali di
adattarsi alle esigenze degli investitori esteri. Un
elemento chiave del processo è stato il
coinvolgimento di Hines Italy, filiale del colosso
immobiliare statunitense, che ha giocato un
ruolo decisivo nel consolidare le proprietà
frammentate e nel rilanciare il progetto. Questo
ha dato il via a una nuova fase dello sviluppo
urbano milanese, basata su una forte interazione
tra il capitale finanziario globale e le politiche
urbane locali.
Parallelamente al fenomeno della
finanziarizzazione, Briata e Di Vita introducono il
concetto di “territorializzazione alfa” per
spiegare la crescente polarizzazione socio-
spaziale di Milano. Questo fenomeno, che si
osserva nelle grandi metropoli globali, si riferisce
alla creazione di aree esclusive per i super-ricchi,
spesso in contrasto con le necessità della
popolazione locale.
Il concetto di “Città Alfa” fa riferimento alla
classificazione del Globalization and World Cities
Research Network (GaWC), che valuta le città
globali in base al loro grado di connessione con i
flussi economici e finanziari internazionali.
Secondo questo ranking, le città si suddividono
in diverse categorie: Alpha++ (es. Londra, New
York), Alpha+ (es. Parigi, Tokyo), Alpha (es.
Milano, Amsterdam).
Milano rientra nella categoria Alpha,
posizionandosi come la città italiana più influente
a livello internazionale, grazie alla sua forte
specializzazione economica, alla presenza di
multinazionali e al ruolo di hub finanziario e
culturale del Paese. Il capoluogo lombardo ha
visto un incremento significativo degli
investimenti immobiliari di lusso, con progetti
come CityLife e Porta Nuova che hanno attirato
capitali internazionali e contribuito a un aumento
dei prezzi del mercato immobiliare.